Scan12jpgPROGRAMMA CONGRESSO


Razionale scientifico del corso

La medicina moderna dispone di un  ricchissimo armamentario terapeutico, frutto del tumultuoso progresso scientifico e tecnologico realizzatosi negli ultimi decenni. Ciò ha reso possibile nuove terapie e facilitato terapie antiche. gli strumenti di diagnosi e cura non sono tuttavia scervi da rischi. 
Il fatto che una cura sia possibile, e magari di facile attuazione, non significa affatto che sia davvero utile al nostro paziente. Lo schiudersi di tante affascinanti possibilità implica una maggiore difficoltà nelle scelte. Il fare meno o addirittura astenesi dall'utilizzare le armi più aggressive, quando sia frutto di un ragionamento clinico fondato e coerente, è l'arte più difficile e nobile per un medico. Egli dovrà utilizzare a questo scopo anche "strumenti" non disponibili in commercio: l'intelletto, la coscienza e la capacità di comunicare con il paziente. La medicina crocevia d'incontro tra umanesimo e le scienze esatte? Crediamo fermamente di si.
E' diventato quasi irreale immaginare un buon medico che impegni il suo tempo per l'ascolto senza fremere per la fretta, che non guardi l'orologio, che visiti con calma il malato prima degli esami.
Questo dice il grande oncologo Gianni Bonadonna, che ha vissuto la malattia da un punto di vista del medico e del paziente. Una delle principali fonti di nocumento per i nostri pazienti è rappresentato dalle parole che il medico non dice o dovrebbe tacere o dice a sproposito. Più volte i pazienti ci riferiscono testualmente le parole ascoltate decenni prima in occasione di un consulto medico. La malattia rende il nostro animo fragile e suscettibile e le parole pronunciate dal medico si rapprendono in un ricordo indelebile. Dobbiamo conoscere a fondo la nostra amata e spesso maltrattata lingua, così essenziale nell'apprendimento della scienza medica come nel suo esercizio quotidiano.
L'evento che ci proponiamo di organizzare ha la finalità di suscitare una riflessione sull'humus etico, economico e culturale che induce eccessi se non addirittura abusi terapeutici specie nell'ambito delle patologie vascolari

Sabato 7 ottobre 2017

  1. Perché il medico è più orientato a fare che a non fare? La difficile arte di astenersi nell'era della proliferazione degli armamenti diagnostici e terapeutici
  2. La medicina difensiva è offensiva?
  3. Le parole del medico " indicazioni, controindicazioni, effetti collaterali "
  4. Discussione
SESSIONE I
  1. C'è bisogno di una moratoria per un disarmo nella guerra alla safena?  I trattamenti endovascolari hanno il grilletto facile!  
  2. I trattamenti endovascolari nelle patologie venose ostruttive e nel varicocele pelvico..... " moderata durant "
  3. La conservazione della safena. Dalla fisiologia alla fisiopatologia: le ragioni per passare dell'ablazione alla correzione emodicnamica o all'astensione
  4. La safena in cardiochirurgia: è proprio un ferro vecchio?
  5. La terapia anticoagulante nel trattamento della TVP idiopatica degli arti inferiori: quanto è difficile fermarsi!
  6. Discussione
SESSIONE II
  1. L'ARTE DI NON FARE IN PATOLOGIA ARTERIOSA
  2. Angio Tc: uso e abuso
  3. La claudicatio intermittens: quando e perché non rivascolarizzare
  4. Quando e perché non fare una TEA/steanting per una stenosi carotidea asintomatica
  5. Quando e perché non trattare un aneurisma dell'aorta addominale e/o delle arterie iliache
  6. In Italia incombe il " Grande Vecchio " ne teniamo conto nella decisione terapeutica?
  7. Discussione
  8. Conclusioni del presidente
  9. Chiusura congresso